PSC e DUVRI per la gestione delle interferenze

Aree di applicazione di PSC e DUVRI per la gestione delle interferenze. Sovrapponibili o complementari?

PSC e DUVRI per la gestione delle interferenze

Sono ancora tanti i dubbi degli operatori sull’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza, una normativa sicuramente ricca e articolata, ma anche troppo frammentata e, spesso, di difficile interpretazione. Una delle “zone oscure” sembra essere quella correlata alla gestione delle interferenze nei luoghi di lavoro… Alcune differenze interpretative della normativa mostrano come questo tema necessiti di ulteriori approfondimenti o futuri interventi interpretativi/normativi che individuino, senza ombre, ambiti e soluzioni idonee.

Come devono essere gestite? Con quali documenti? Con il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e/o il Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI) ?

Cerchiamo allora di fare chiarezza sulla differenza tra PSC e DUVRI e sulle eventuali problematiche che possono insorgere da un’eventuale sovrapposizione dei due documenti. Iniziamo chiarendo in cosa consistono i due documenti:

Il PSC si applica esclusivamente ai lavori edili e di genio civile nei quali sia prevista la presenza, anche non contemporanea, di più Imprese esecutrici.

Il DUVRI è redatto dal DLC, e non dalle Imprese o lavoratori autonomi, affidatarie del/dei contratto/i d’appalto, d’opera o di somministrazione (o “ordini d’acquisto” utilizzati per aggirare l’indicazione normativa, nda); questi ultimi dovranno in ogni caso cooperare onde permettere al DLC di evidenziare tutti i possibili rischi da interferenza e fornendo tutti i documenti attestanti l’idoneità tecnico professionale richiesti dall’art. 26.

 Il DUVRI deve essere redatto o aggiornato ogniqualvolta siano posti in essere dei contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione, anche non formalizzati, che implichino la presenza di Imprese operanti all’interno dell’Azienda, anche se non si ravvisano particolari rischi da interferenza: in questo caso il documento dovrà evidenziare l’assenza di rischio (contratto cosiddetto non rischioso);

Il DUVRI è un documento UNICO per tutti gli appalti e per questo DINAMICO, in quanto deve essere aggiornato in caso si ravvisino nuovi rischi da interferenza, all’ingresso di nuove Imprese, ove si presentino variazioni nella struttura e nella tecnologia delle varie Imprese, in caso di acquisto ed utilizzo di nuove attrezzature da parte dell’Azienda, ecc.”.

Il PSC e il DUVRI non sono, quindi, lo stesso documento; essi, pur riferendosi ad aspetti analoghi afferenti alla sicurezza sul luogo di lavoro sono riferiti, il primo, esclusivamente al cantiere edile, mentre il secondo, a qualsiasi ambiente di lavoro.

In alcuni casi la stesura del PSC esonera da quella del DUVRI, ma occorre precisare che anche nel cantiere edile, il PSC non sempre costituisce il documento unico per la pianificazione della sicurezza, dovendo essere comunque necessaria l’elaborazione del DUVRI. Esistono infatti molti casi in cui i documenti vanno redatti entrambi, occupandosi ciascuno della prevenzione e protezione dai rischi da interferenze nel cantiere.

È possibile che in determinate situazioni, si abbia la compresenza (non sovrapposizione) di entrambe i documenti: PSC e DUVRI. Basti pensare a lavori relativi ad interventi di manutenzione edile da eseguirsi all’interno di una struttura industriale che deve comunque continuare ad essere operativa. Per gestire la sicurezza all’interno del cantiere verrà elaborato il PSC mentre per gestire e coordinare la sicurezza tra l’azienda e il cantiere (il cantiere, non le singole aziende) verrà elaborato il DUVRI.

In nessun modo comunque i due documenti potranno essere sovrapposti in quanto il DUVRI è il documento iniziale che il Coordinatore tiene in considerazione mentre sta elaborando il PSC, e gli fornisce informazioni in merito allo stato dei luoghi e ai rischi presenti in cui il cantiere si dovrà insediare. Mentre nella fase esecutiva è lo strumento che consente al CSE il dialogo con il datore di lavoro committente ospitante. I due documenti non sono dunque sovrapponibili quanto piuttosto complementari!

Quando il cantiere è ubicato presso una ditta che svolge l’attività lavorativa anche durante le opere del cantiere stesso, si ritiene che il PSC debba prendere in considerazione anche questo tipo di interazione rendendo, di fatto, inutile il DUVRI, che il datore di lavoro committente è tenuto a redigere in tutti gli altri casi di interferenza con altre attività. In questo caso, quindi, sarà il Coordinatore per la Progettazione che dovrà tenerne conto in fase di redazione del PSC, sarà quello incaricato della Esecuzione a verificare nel tempo, durante lo svolgimento dei lavori, che il piano venga rispettato, che sia adeguato all´effettiva situazione di rischio, che tutte le ditte presenti (e che influiscono sul cantiere) siano rispettose del piano stesso”. Tuttavia l’esempio riportato è un caso “limite”, ossia il caso possibile ma improbabile in cui l’unica attività interferente nell’azienda sia il cantiere. Nella maggior parte dei casi reali, però, le aziende si trovano ad avere anche dei fornitori: manutentori o ospiti per la normale gestione della sua attività, imprese di pulizie, aziende che fanno manutenzione agli impianti fissi (elettrico o idraulico), un gestore del distributore delle bevande. In questi casi, quindi, tutte le aziende hanno la necessità di gestire le interferenze. Certo il risultato di questa attività (il DUVRI) sarà piccolo o grande in relazione alla complessità della valutazione, ma la sua esistenza è indubbia. Come è indubbio che tale documento diventi un documento d’ingresso del PSC che ad esso dovrà dedicare una parte specifica che riguarda il fondamentale scambio d’informazioni tra il datore di lavoro committente (con il DUVRI) e il coordinatore prima in progetto (con il PSC) e poi durante l’esecuzione per gli aggiornamenti.

L’art. 96 (Cantieri temporanei o mobili) vuole chiarire i confini di operatività dell’uno e dell’altro documento. Se stiamo parlando di Cantiere avremo il PSC e i POS come documenti di riferimento, ed è con le loro regole che ci si ‘parla’ all’interno del cantiere. Se parliamo di un intervento edile all’interno di un sito industriale avremo il DUVRI (azienda-cantiere) quale documento di riferimento che interesserà le attività e le aree esterne al cantiere, ma limitrofe a questo e che possono avere un’interazione con esso.

Occorre, inoltre, distinguere l’attività di ‘Valutazione dei rischi interferenti’ dalla redazione del ‘Documento di valutazione dei rischi interferenti’. Nella prima viene fatta la valutazione dei rischi ma non viene registrata da nessuna parte. Ciò non significa che il datore di lavoro non abbia adottato misure di sicurezza tali per i cui i lavoratori non risultino tutelati. Nel secondo caso viene elaborato un documento che riporti la valutazione dei rischi interferenti con indicate tutte le misure di sicurezza da attuare ma ciò non implica che il datore di lavoro li abbia valutati o che attui quanto indicato. Il fatto di produrre questo documento serve a dimostrare agli organismi di vigilanza che tale attività è stata effettuata. Limitarsi a fare vedere il buon operato, le modalità operative, gli apprestamenti messi a disposizione senza presentare alcun documento scritto non salva da una sanzione.

A differenza del PSC, POS e PSS per i quali l’All. XV del D.Lgs. 81/2008 e smi ne definisce i contenuti minimi, per il DUVRI non vi è questa precisazione. Diversi enti, tra cui Regione Lombardia e Inail, hanno elaborato delle linee guida relative la redazione del DUVRI lasciando comunque al datore di lavoro committente la possibilità di elaborare il documento come meglio riteneva.

Infine, dobbiamo ricordare che l’art.26 per la parte relativa al DUVRI è stata ‘semplificata’ dall’art. 32 del DL n.69 del 21.06.2013 recante ‘disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia’. Infatti, per i lavori a basso rischio in sostituzione del DUVRI è stata introdotta la figura dell’incaricato, che però deve essere in possesso di formazione aggiornata, di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, di esperienza e competenza professionale, adeguata e specifica in relazione all’incarico e che, per dare evidenza di assolvimento dell’incarico al suo datore di lavoro, dovrà redigere un DUVRI.

AD Securo fornisce supporto tecnico completo alle Aziende e agli Enti Pubblici nell’elaborazione di DUVRI o PSC, cosi come dalle attività di Valutazione dei rischi interferenti e della redazione di tutta la documentazione tecnica prevista dal Testo Unico sulla Sicurezza.